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Se c’è una Colpa è della Pioggia

CRONACA #3

2013 VIDEO
Video Editing di Salvatore Calì e Valerio Giulianelli
segnalato al Premio Celeste 2013

2014 Installazione site specific
ARTE LIBERA TUTTI – IV EDIZIONE, Ex-Carceri, Montefiascone (VT)
Foto di Daniele Vita

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“Credo che fare opere non sia diverso dal fare esperienza del mondo. A volte è un piacere, altre volte un tormento dell’anima. Dipende dagli argomenti e dalle situazioni che si affrontano.”

Se c’è una colpa è della pioggia.
(ovvero: del tentativo di messa in scena di una fatalità)

Raccolgo da sempre immagini da quotidiani, riviste ed altra carta stampata, ho fatto anche foto e video da telegiornali… Una cosa abbastanza comune e forse un modo un po’ “antico” di costruire un personale archivio di persone, cose e fatti con cui si viene in contatto e che tracciano un parallelo tra noi e la storia che è, di fatto, un grande ammasso di cose che succedono. La cosa che più mi colpisce è la velocità di sparizione: notizie che insorgono con tutta la loro gravità nel quotidiano collettivo e, se non ci toccano personalmente, quasi immediatamente si dissolvono in un labirinto mediatico-magmatico.

In questo caso si tratta di una tragedia che ha sconvolto la vita di varie persone. Il fatto è stato talmente agghiacciante e clamoroso da diventare dramma pubblico e collettivo da trasmettere in tv. Ne sono stato talmente colpito da rubare delle immagini video per farne un’opera che ne ricordi il dolore e inviti a riflettere sulle cause che lo hanno determinato. C’è una ragazza morta ed una viva schiacciata da una responsabilità enorme: aver infilato la punta di un ombrello rosso nell’occhio dell’altra. C’è un tentativo di fuga dalle conseguenze di un gesto violento ed inatteso, tanta paura e tutto il rischio di vivere. Da qui la condanna ricevuta e il carcere. Doina dice di esser morta anche lei quel giorno insieme a Vanessa e chiede un perdono che gli viene negato. “Si è trattato di un terribile incidente”, recitano i cronisti. Due vite spezzate sulla scena del grande teatro della vita che comunque continua la sua corsa ed il suo farsi sostanza dei ricordi.

Se fosse un’invenzione letteraria sarebbe Noir o lirismo tetro. L’autore cercherebbe di descrivere l’intreccio di fatalità e coicidenze che muovono e determinano la realtà. Io ne ho fatto un piccolo film. Un racconto esistenzialista. Un ritratto fedele. Inevitabile e fedele.

Pasquale Altieri

  2013